Quando usi l’intelligenza artificiale su documenti riservati, Plicum può sostituire i dati personali riconosciuti — direttamente nel tuo browser — con segnaposto coerenti, prima che qualcosa venga inviato al provider AI che scegli.
Vedi sempre l’anteprima di ciò che sta per uscire dal dispositivo, e decidi tu se procedere. Fa parte della stessa suite Plicum: 32 strumenti su 38 lavorano già interamente sul tuo dispositivo.
Il provider AI entra nel flusso solo dopo l’elaborazione locale, la visualizzazione del risultato e la tua approvazione.
Il dato originale e la corrispondenza con il segnaposto non vengono inviati al modello.
Estratto di atto — lo stesso esempio caricato nell’app
TRIBUNALE ORDINARIO DI MILANO
Atto di citazione
Il sig. [PERSONA_1], nato a Roma il [DATA_1], C.F. [CF_1]✓, residente in [INDIRIZZO_1], elettivamente domiciliato presso l’avv. [PERSONA_2] ([EMAIL_1], tel. [TEL_1]), conviene in giudizio [AZIENDA_1] S.r.l., P.IVA [PIVA_1]✓, per il pagamento di [IMPORTO_1] versati in data [DATA_2] sul conto IBAN [IBAN_1]✓.
Il sig. Giulio Ferrari, nato a Roma il 01/01/1980, C.F. FRRGLI80A01H501S, residente in Via Verdi 12, 20121 Milano, elettivamente domiciliato presso l’avv. Marta Bianchi (marta.bianchi@studiolegale.it, tel. 02 1234567), conviene in giudizio Beta Costruzioni S.r.l., P.IVA 12345670017, per il pagamento di euro 12.500,00 versati in data 14/03/2025 sul conto IBAN IT60X0542811101000000123456.
Controlla prima. Approva dopo. Codice fiscale, partita IVA e IBAN sono riconoscimenti certi, verificati con un controllo automatico; nomi, indirizzi e date si riconoscono per somiglianza. «Roma», luogo di nascita, resta visibile: il riconoscimento non è completo, per questo l’anteprima si controlla sempre prima di premere Approva.
Atti, contratti, relazioni e fascicoli contengono spesso nomi, indirizzi, codici fiscali e coordinate bancarie che non servono a ottenere una sintesi, una traduzione o una bozza dall’intelligenza artificiale. Plicum introduce un passaggio intermedio: riconosce i dati che potrebbero identificare una persona e li sostituisce con segnaposto coerenti — il contesto utile all’analisi resta leggibile, mentre l’esposizione degli identificativi si riduce.
I due termini non sono intercambiabili, e la differenza non è solo terminologica: cambia cosa resta un dato personale e cosa no.
I dati identificativi vengono sostituiti con segnaposto coerenti. Il collegamento con la persona resta possibile: è deliberatamente reversibile, perché serve a rileggere il risultato con i nomi veri al posto giusto.
Resta un dato personale ai sensi del considerando 26 GDPR.
Punta a rendere l’identificazione della persona non ragionevolmente possibile, in modo permanente. Cancellare un nome o usare un segnaposto reversibile, da soli, non bastano a raggiungere questo risultato.
Plicum non è anonimizzazione: è pseudonimizzazione.
La pseudonimizzazione riduce l’esposizione dei dati durante l’elaborazione AI; non la elimina, e non sostituisce da sola una valutazione di finalità, base giuridica e minimizzazione.
Dieci categorie di dati, non tutte riconosciute allo stesso modo: alcune sono verificate con un controllo automatico, altre per somiglianza.
Codice fiscale, partita IVA, IBAN e numero sanitario britannico (NHS): su questi quattro il carattere di controllo viene verificato, quindi il riconoscimento è certo, non un’ipotesi. Si sostituiscono anche il codice assicurativo britannico (NINO), il codice previdenziale statunitense (SSN) e il codice bancario britannico (sort code), che una cifra di controllo non ce l’hanno: li si riconosce dalla forma, e il sort code solo quando la parola che lo nomina gli sta accanto.
Nomi di persona, denominazioni aziendali e indirizzi: non hanno un carattere di controllo, quindi si riconoscono per somiglianza e il riconoscimento non è sempre completo.
Email, IBAN e codici si riconoscono in qualunque lingua, perché seguono un formato. Importi e date solo nella notazione europea (1.234,56 e gg/mm/aaaa): scritti all’anglosassone (1,234.56 e mm/gg/aaaa) il riconoscimento è parziale, e la revisione lo segnala.
Nomi, denominazioni e indirizzi sono calibrati sui documenti italiani: su un atto in altra lingua il loro riconoscimento è meno affidabile.
La pseudonimizzazione non è un’idea nostra: il Regolamento la nomina, la definisce e la indica fra le misure di sicurezza. Qui c’è che cosa Plicum applica, articolo per articolo — e che cosa resta a te.
L’articolo 32.1.a elenca la pseudonimizzazione fra le misure tecniche adeguate al rischio. In Plicum è attiva PER IMPOSTAZIONE PREDEFINITA su ogni invio all’IA, che è quanto chiede l’articolo 25.2: la protezione non deve dipendere da un’opzione che l’utente deve ricordarsi di accendere.
La definizione richiede che le informazioni aggiuntive — quelle che permettono di risalire alla persona — siano conservate SEPARATAMENTE. In Plicum la tabella che lega [PERSONA_1] al nome vero non lascia mai il browser: al fornitore arrivano i segnaposto, la corrispondenza no. È il browser a rimettere i nomi al posto giusto quando la risposta torna.
Prima dell’invio Plicum non mostra solo che cosa ha sostituito: elenca anche ciò che SOMIGLIA a un dato personale e non ha saputo sostituire — numeri di protocollo e di pratica, date e importi in notazione anglosassone, nomi mancati. Una misura di cui non si conosce il residuo non è una misura che si possa valutare.
Trentadue strumenti su trentotto lavorano nel browser e non toccano il nostro server: per usarli non serve alcun account, e non raccogliamo alcun dato. La minimizzazione non è una pagina dell’informativa: è non chiedere un’email per aprire un file che non esce dal dispositivo.
Va detto con la stessa chiarezza: la conformità di un trattamento non la conferisce un programma. La base giuridica su cui tratti quei dati, il contratto con il fornitore di IA che scegli (art. 28), l’informativa agli interessati e la finalità per cui usi il modello restano decisioni tue, e Plicum non può prenderle al posto tuo. Quello che Plicum dà è la misura tecnica, applicata per impostazione predefinita, e la prova di che cosa è uscito e che cosa no. Chi ti promettesse l’esenzione ti starebbe vendendo una cosa che non esiste.
È la sostituzione dei dati direttamente identificativi — nomi, codici fiscali, IBAN, indirizzi — con segnaposto coerenti come [PERSONA_1] o [CF_1]. Il documento pseudonimizzato non è anonimizzato: resta possibile risalire alla persona, ed è per questo che continua a essere un dato personale.
No. La pseudonimizzazione di Plicum non è anonimizzazione: è deliberatamente reversibile, perché serve a rileggere il risultato con i dati veri al posto giusto una volta tornata la risposta dell’AI. Per questo resta un dato personale ai sensi del considerando 26 GDPR.
Dieci categorie: nomi, denominazioni aziendali, indirizzi, codici fiscali, partite IVA, IBAN, email, telefoni, importi e date. Su codice fiscale, partita IVA e IBAN il riconoscimento è certo, verificato con un controllo automatico; su nomi, denominazioni e indirizzi è per somiglianza, e può non essere completo — per questo l’anteprima va sempre controllata prima dell’invio.
Con la pseudonimizzazione attiva, al provider viene inviato il testo con i segnaposto, dopo che tu hai controllato l’anteprima e premuto Approva — non il documento originale. La corrispondenza fra segnaposto e dato originale resta sul tuo dispositivo e non viene mai inviata al modello. Se disattivi la pseudonimizzazione, invece, il testo parte così com’è: la scelta è sempre tua.
No. È una misura tecnica che può ridurre l’esposizione dei dati, ma non sostituisce la valutazione di finalità, base giuridica, minimizzazione, ruoli e le altre misure che il caso concreto può richiedere. La conformità resta una responsabilità del titolare del trattamento, non di uno strumento.
Sì: la pseudonimizzazione avviene nel tuo browser, prima di scegliere a chi inviare il testo. Funziona quindi con ciascuno dei provider che Plicum supporta con la tua chiave API personale, non solo con uno in particolare.
No: è inclusa nel piano gratuito di Plicum, che comprende 5 operazioni al giorno senza dati di pagamento. Per l’uso illimitato dell’app il canone è 9,90 €/mese; l’eventuale consumo dell’intelligenza artificiale non è compreso e si paga con la tua chiave API personale, direttamente al provider scelto.
Si apre nel browser, senza installare nulla. Carica un documento, attiva «Pseudonimizza prima di inviare» nella chat AI o negli strumenti che lo prevedono, e controlla l’anteprima prima di ogni invio.